CLASSICO, RISERVA o SUPERIORE??

A tutti sarà capitato di leggere sulle etichette dei vini le diciture “classico”, “riserva”, “classico riserva”. Ma cosa vorranno dire? Forse classico sta per “un bel vinello tranquillo, classico..!”. Riserva indica magari che ce ne è poco, per cui si “attinge alle riserve”? Niente di tutto questo. Facciamo chiarezza, aiutandoci con un esempio: il Chianti, uno dei simboli della Toscana vitivinicola.

Partendo dal presupposto che il vino in questione debba essere ottenuto dalle uve ammesse dal Disciplinare, gode della denominazione “Classico” quando viene prodotto nell’area storica. Nel nostro caso, il Chianti è Classico quando nasce dai territori su cui insistono i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa. Quest’area della Toscana centrale viene definita Chianti classico, ossia quella sottozona in cui storicamente è possibile ritrovare la più antica produzione di questo vino.

Quando il Chianti trascorre a riposo un minimo di ventiquattro mesi (a partire dal 1 Gennaio dopo la vendemmia), di cui tre in bottiglia, e si presenta nel bicchiere del Consumatore con un titolo alcolometrico maggiore di quello del vino base (quindi deve essere almeno di 12.5%), allora assume la denominazione Riserva.Se tale vino è stato poi prodotto nella sottozona individuata come classica, nel nostro caso si fregerà della denominazione Chianti Classico Riserva.Esiste anche la menzione “Superiore”. Abbiamo deciso di tenere questa dicitura al di fuori del ragionamento operato per il Chianti Classico, poiché la denominazione Chianti Superiore, secondo una recente modifica legislativa che va a scorporare il disciplinare del Chianti Classico da quello del Chianti per le restanti sottozone (Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rùfina), individua un Chianti prodotto sì rispettando un disciplinare molto severo, ma al di fuori della sottozona del Chianti Classico. Ecco perché non troveremo mai una bottiglia etichettata come Chianti Classico Superiore.Che ne dite di mettervi alla prova per scoprire le differenze tra queste varianti? Ricordatevi sempre che il vino è un po’ come un bel focolare: ci si siede intorno, e si parla.

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